Vince la cultura

sotto i cieli 

di Spagna

Al festival del circo di Girona

Ventisettemila spettatori in una settimana alla dodicesima edizione del festival internazionale del circo di Girona in Catalogna, magistralmente ideato e diretto da Genìs Matabosch. 24 attrazioni mai viste prima in Europa con 81 artisti di 16 Paesi. Il primo premio, l’Elefant d’Or, alla superba troupe di trapezisti volanti cileni The Flying Gonzalez, ben 15 artisti su 3 trapezi e con il quadruplo salto mortale. Si allarga anche il Museo del Circo di Besalù, un’altra delle creazioni di Matabosch, che presenta una delle maggiori collezioni al mondo di arti circensi.  

La troupe Gonzalez, vincitrice del festival di Girona

GIRONA (Spagna) – Non dev’essere un caso, e sarà interessante iniziare ad analizzare il fenomeno, se i migliori festival di circo nel mondo –e Girona è senz’altro tra questi-  sono ideati, organizzati e diretti da personaggi che non provengono dal mondo del circo, ma sono uomini di cultura, grandi appassionati, cultori ed esperti della materia. 

Com’è l’infaticabile e gentile Genìs Matabosch, l’inventore del festival di Girona, presidente della Circus Art Foundation, dottore in storia dell’arte, autore di libri e mostre sulla storia del circo, organizzatore di spettacoli, collezionista, e creatore –l’ultima sua invenzione- di un meraviglioso museo del circo, “Circusland”, ricavato in un antico monastero nella piazza centrale dello splendido borgo medievale di Besalù, a una mezz’ora da Girona, abbarbicato sui primi contrafforti dei Pirenei. Un vero e proprio “palazzo” dedicato al circo, in continuo divenire, che contiene una delle maggiori collezioni al mondo dedicate al circo, tra migliaia di oggetti, vestiti, libri, manifesti, programmi, fotografie, sculture, modellini.

La stessa aria di sapere e di cultura, di raffinatezza e di garbo, e di eleganza, che distingue e rende unico il festival di Girona, giunto alla dodicesima edizione, che sotto il grande chapiteau di Camp de Mart (27mila spettatori in una settimana!) ha presentato 24 attrazioni con 81 artisti di 16 Paesi, soprattutto dell’America Latina e dell’Est Asiatico, territori che Matabosch ama frequentare dal momento che la caratteristica principale del suo festival è quella di presentare tutti numeri inediti, mai visti prima nei circhi d’Europa. Formula ambiziosa ma che comporta la rinuncia forzata (e talora dolorosa) a nomi famosi e celebrati, e presenta dei rischi nel momento in cui si cerca di presentare ogni anno solo numeri di alta qualità che non sono sempre disponibili sul mercato.

Ma Genìs ci sa fare, e sa scoprire ogni volta gemme nuove e sconosciute, andandole personalmente a scovare negli angoli più sperduti del mondo –come ama sottolineare più volte anche durante gli spettacoli- senza accontentarsi, come fanno molti, di guardare dei video, che sono spesso fuorvianti. E’ il caso del numero che quest’anno ha vinto, con pieno merito, l’Elefant d’Or (nome curioso per un festival senza animali): la splendida troupe di trapezisti cileni “The Flying Gonzalez”, quindici artisti tra cui quattro donne, con la novità di tre trapezi allineati e la bellezza di tre porteur in simultanea. Una troupe entusiasmante, divertente, stilisticamente elegante e tecnicamente perfetta, capace di inanellare una sequenza di salti impeccabili fino all’esplosione di un quadruplo (standing maiuscola) eseguito con assoluta disinvoltura. Difficile trovare di meglio.

Scelte di gran classe, da parte di una giuria prestigiosa (tra cui Odette Bouglione, Maxim Nikulin, Aldo Vazquez, Ruben Caballero), anche per i tre elefanti d’argento: agli spericolati acrobati al cerchio aereo del Duo Soul (la canadese Sabrina Aganier e il moldavo Tima Chemko) che avrebbero meritato anche l’oro; al delicato adagio acrobatico degli australiani “Resplendence Duo” (Jordan Robert Smith e Alina Suvorina), e ai sofisticati equilibri al “portor coreano” dei russi Elvira e Grigorii Sergienko, denominato “In Your hands”.

Tre anche i bronzi: allo scatenato diabolo del russo Aleksey Teslin, che probabilmente rivedremo in settembre in gara all’International Salieri Circus Award di Legnago (Verona); agli argentini del Duo Soma (Vanesa Martinez e Tobias Abiricha Pessanha) in un ardito equilibrio alle pertiche, e alla delicatissima performance della giovane ucraina Daria Humeniuk agli anelli aerei.

Sorprende l’esclusione dal palmares di un numero altamente spettacolare –e molto applaudito- come quello della vietnamita Chu Thi Khanh Huyen (“Angel of Crystal”, premiata invece dal presidente del Cadec, il Club Amici del Circo, Francesco Mocellin), impegnata in un esercizio di equilibrismo ai tessuti, con spade, coltelli e coppe di cristallo, ai limiti dell’impossibile. Non avrebbero demeritato il podio, per innovazione e qualità, anche i quattro acrobati della troupe “Squalre” alla plancia coreana (Germania, Svizzera, Paesi Bassi), come l’eccellente e dissacrante numero di magia comica della coppia catalana Ramò & Alegria. 

Non sorprende invece l’esclusione dal novero dei premiati di alcune grandi troupes acrobatiche annunciate come pretendenti alla vittoria, e non per caso piazzate in chiusura dei due spettacoli di selezione, che si sono invece rivelate goffe, leziose, di vecchio stampo, funestate da errori ed incertezze, vedi la troupe acrobatica di Dezhou (cappelli e manipolazione di tridenti), quella di Nanchong (vasi cinesi), quella russa “Spirits of the North” ai pali oscillanti. Deludenti anche i due numeri di clownerie dell’argentino Pacusito Videla e dei cileni Tiki-Taka: vecchi, lenti, scontati, per nulla divertenti. Anche l’anno scorso fu il punto debole del programma. Non è proprio stagione di clown.

Hanno invece fatto la loro parte, con assoluta dignità, l’originale verticalista bielorusso al violoncello Artsiom Zhaunenka, preparato dal leggendario Oleg Izossimov, e in procinto di approdare all’International Salieri Circus Award, come gli icariani messicani Hermanos Vivas, l’equilibrista ucraina Angelina, il giocoliere peruviano Nilson Escobar, il ciclista acrobatico argentino Franco Carvallo, l’arciera kazaka alle cinghie aeree Light Arrow, la cinese Lan Mi ai tessuti, i pattinatori acrobatici ucraini del Duo Stardust. 

Splendido l’accompagnamento musicale della “Paris Circus Orchestra” diretta da Pierre Pichaud, eccellente come sempre la conduzione dello stesso Genìs Matabosch che si conferma come il miglior Monsieur Loyal in circolazione. Organizzazione al solito impeccabile per efficienza e gentilezza. In definitiva, uno spettacolo imperdibile per gli appassionati. E per far appassionare chi non lo fosse ancora. Chapeau.

 

 

     

 

   

Vince la cultura sotto i cieli di Spagna