Dall'Archivio de Il Ridotto

Bottega

Per celebrare un compleanno del tutto speciale, il centesimo anno di attività dell’atletica leggera, la loro disciplina più antica, le Fiamme Gialle hanno scelto il Prosecco — una delle migliori espressioni del vino spumante italiano — e ha selezionato Bottega, uno dei produttori simbolo del territorio che ha fortemente contribuito alla notorietà e alla diffusione di questo prodotto nel mondo.

Il Giovedì

Martin Fone

Che si possa veramente rievocare lo spirito di un luogo attraverso una bottiglia di gin? Il Ginascimento ha generato così tanti gin che i geni dei reparti marketing fare le ore piccole ad inventarsi per il loro prodotto un vantaggio distintivo, sufficiente a farlo risaltare tra la folla. Gin O’ndina è un altro impressionante small batch (premium ovverossia costoso), gin artigianale dall’Italia. Distillato dalla società milanese Davide Campari-Milano SpA, si dice che evochi lo «spirito glamour e spensierato» della Riviera (ligure) degli anni ‘60.

Bottega

Un’altra apertura fa brillare l’iinizio dell’estate per Bottega: il Bōkan di Londra, bar con terrazza al trentottesimo e trentanovesimo piano del Flagship Hotel a 5 stelle del gruppo Accor – primo gruppo al mondo dell’hôtellerie – ha riaperto a fine maggio all’insegna Bottega.
 

letture

Roberto Bianchin

Paride Orfei, celebre artista di circo, appartenente a una dinastia che ha segnato la storia dello spettacolo italiano, ha scritto un libro, intitolato semplicemente «Storie» (curato da Sandro Ravagnani, edizioni Circo dei Sogni, disponibile su Amazon), ricco di fotografie rare, in cui si racconta e parla della sua famiglia, rivelando per la prima volta aneddoti e particolari inediti. Dagli elefanti ai cavalli all’avventura della scuola di circo. Accompagna il libro un nuovo disco dallo stesso titolo (Paride è anche musicista e cantante), pubblicato da World Business Entertainment. Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, la prefazione al volume scritta da Roberto Bianchin.

Illustrazioni

Dopo le vignette su Maometto esibite sulla maglietta da un ministro leghista, che hanno dato scandalo in tutto il mondo, un’altra vignetta dedicata a un altro ministro italiano, quello del governo postfascista addetto alla sostituzione etnica, solleva un coro di critiche indignate negli ambienti di destra e non solo, riaprendo un dibattito vecchio come il cucco sui limiti del diritto di satira. Che, come dimostrato anche dalla vicenda di Charlie Hebdo, in una società libera e democratica non può avere limite alcuno. Salvo quello dell’insulto. Ma per quello ci sono i tribunali, non le piazzate.