Stranieri ovunque

Anche e forse soprattutto i veneziani

Venezia riapre le sue porte per la Biennale d’Arte 2024, il titolo di quest’anno «Stranieri Ovunque» scelto dal nuovo direttore carioca Adriano Pedrosa, calza a pennello anche ai veneziani che mai come quest’anno si sentiranno un po’ stranieri a casa loro. La Biennale dei record, un’invasione pacifica di più di 332 artisti provenienti da 90 paesi diversi, ai quali si aggiungeranno 30 eventi collaterali scelti dal curatore, e molte altre mostre parallele indipendenti di grandissimo rilievo, che rivitalizzeranno tutto tessuto cittadino con l’aperture di decine di sfarzosi palazzi nobili, altrimenti relegati nel limbo del silenzio e dell’abbandono.

VENEZIA — Inutile tentare di dare una lettura a questa edizione, il tema infatti di grandissima attualità, vuole accende i riflettori sulle mille «diversità» della società attuale che, creando una stratificata serie di divisioni, ci fa sentire tutti un po’ «stranieri» gli uni verso gli altri.

L’arduo tentativo di dare voce a questo disagio è affidato alla creatività di tutti i partecipanti, gli artisti che sono chiamati ad esprimere la voce del mondo, riuniti tutti insieme per questa kermesse culturale fra le più partecipate a livello globale. 

La «nostra» Biennale infatti non è l’unica, per chi non lo sapesse se ne contano almeno una decina in giro per il mondo, da Pechino a San Paolo del Brasile, Yokohama, Parigi, Sidney, Berlino, lungo è l’elenco delle che grandi si contendono l’alloro di palcoscenico dell’arte, ma solo quella di Venezia, giunta alla 60a edizione con i suoi 129 anni di storia, riesce a fondersi completamente con il tessuto urbano della città, offrendo un palcoscenico unico oggi reso disponibile a chiunque grazie all’avvento del web e la massiccia presenza dei media.

Praticamente impossibile fare una mappa dell’offerta culturale senza cadere in infiniti elenchi di nomi e location, questo articolo si propone di essere il primo di  una breve rubrica attraverso la quale tenteremo di dare un orientamento nel percorso delle varie mostre e di aggiornarvi sui vari avvenimenti.

I prossimi appuntamenti, quelli più importanti, si svolgeranno praticamente tutti nella settimana dal 15 al 21 aprile che vedrà la maggior parte degli eventi di pre-apertura per i rappresentanti dei media, della maggioranza degli artisti, delegazioni e addetti ai lavori a vario titolo. 

Cominceranno con l’esclusivissimo party della Fondazione Prada per la mostra intitolata «Monte di pietà» ideata da Christoph Büchel nel settecentesco palazzo di Ca’ Corner della Regina, e il blindatissimo Evento Pinault in occasione delle mostre dedicate a Pierre Huyghe e Julie Meheretu, mentre l’apertura della Fondazione Cini a S.Giorgio Maggiore sarà per il 96enne artista figurativo Alex Katz. L’European Cultural Center darà invece la stura come tutti gli anni all’imponente progetto Personal Structures — Beyound Bondaries nelle sedi di Palazzo Mora, Palazzo Bembo e ai Giardini della Marinaressa, una Biennale parallela che presenta più di 200 artisti in rappresentanza di oltre 51 paesi.

L’evento principale sarà ovviamente l’apertura delle press-preview ai padiglioni ufficiali della Biennale 2024 che si svolgeranno come di consuetudine nei Giardini della Biennale, articolati quest’anno nei tre giorni del 17 al 19 Aprile, mentre le Corderie e l’Arsenale, inpegnati in eventi super esclusivi come il Ballo di Dior con i gioielli di Buccellati, resteranno un po’ in disparte dalle inaugurazioni.

Per tutti, si comincia dal 20 Aprile con le aperture al pubblico. Curioso come alla Biennale sia richiesto il pagamento di un biglietto anche piuttosto oneroso che va dai 25€ per l’ingresso unico ai 45€ di quello settimanale, mentre per la ricca costellazione di eventi collaterali e mostre parallele l’ingresso sia del tutto gratuito. 

Grandi esclusi anche i veneziani in qualità di non addetti ai lavori, una meravigliosa città come Venezia che ospita manifestazioni che non la ospitano. 

Dare ai residenti il libero accesso alle manifestazioni così come già alle chiese o ai musei, potrebbe essere una splendida occasione per disincentivare lo spopolamento di Venezia e offrire ai partecipanti provenienti da tutto il mondo la possibilità di interagire con la popolazione cittadina che li ospita.

 

Biennale 2024

Stranieri ovunque