La battaglia degli animali

La battaglia degli animali

Vince il Medrano

Quattro anni fa Albertino Casartelli, il titolare di uno dei circhi più importanti in Italia, venne condannato a otto mesi di reclusione (pena sospesa) per maltrattamento degli animali. Furono sequestrati un canguro e un elefante. La sentenza fu accolta come una grande vittoria delle associazioni animaliste. Adesso in appello la situazione si è completamente rovesciata: Casartelli è stato assolto, gli animali del Circo Medrano erano in eccellenti condizioni psicofisiche

L'ingresso del Circo Medrano (fonte: fanclubcircomedrano.official).
L'ingresso del Circo Medrano (fonte: fanclubcircomedrano.official).

VENEZIA (r.b.) – Sono tempi magri, e non solo in Italia, per i circhi, costretti un’altra volta a sospendere gli spettacoli a causa del coronavirus e ridotti quasi alla fame dopo mesi e mesi di mancati incassi. Fortunatamente il grande cuore degli italiani, e di molti Comuni e associazioni, in primis la Caritas e la Coldiretti, li sta aiutando, portando cibo per la sopravvivenza degli artisti e degli animali. Per questo, in un momento così difficile, è ancora più interessante la notizia che arriva da Venezia, e che conforta: l’assoluzione del Circo Medrano, uno dei più importanti circhi italiani, dall’accusa di maltrattamento degli animali.

Il  circo della famiglia Casartelli, che proprio con degli animali, i loro meravigliosi cavalli (dal carosello allo strepitoso pas de deux di Brian e Ingrid), ha vinto per ben due volte l’ambito Clown d’Oro al Festival internazionale del circo di Montecarlo, il più importante del mondo, era stato condannato a Padova quattro anni fa al processo di primo grado: otto mesi di reclusione (pena sospesa) per maltrattamento di animali a carico di Albertino Casartelli, sessantasei anni, di Bussolengo (Verona), amministratore e legale rappresentante del circo.

Sulla base degli esposti presentati dalla Lav (Lega anti-vivisezione) e dalla Lega anti-caccia, il pubblico ministero Benedetto Roberti aveva detto che gli animali del circo subivano un «forte stress psico-fisico» per gli esercizi che erano costretti a fare, e aveva disposto il sequestro di un canguro e di un elefante. La Lav, che aveva denunciato le «condizioni di detenzione assolutamente inadeguate alle caratteristiche etologiche degli animali al seguito del circo», aveva esultato: «questa condanna non può che confermare l’incompatibilità tra il rispetto delle caratteristiche etologiche degli animali e il loro uso come strumenti degli spettacoli».

Tutto sbagliato. Quattro anni dopo (ma come sono lunghi i tempi della giustizia…) il quadro si è completamente capovolto. La Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Venezia, nell’udienza del 26 ottobre scorso, ha mandato assolto Albertino Casartelli, già titolare del Circo Medrano, dall’accusa di maltrattamento di animali. La Corte lagunare ha ritenuto infatti le condotte emerse in sede dibattimentale prive di rilevanza penale, assolvendo Casartelli ai sensi dell’articolo 131 bis del Codice penale, revocando le statuizioni civili in favore delle tre associazioni animaliste costituite, così come la confisca degli animali.

«Si tratta di una decisione che finalmente rende giustizia al circo in una vicenda che a suo tempo era stata cavalcata dagli animalisti come una grande vittoria trovando ampia eco sui media», commentano gli avvocati Francesco Mocellin e Enrico Mario Ambrosetti, legali del Medrano.

All’epoca infatti, il tribunale di Padova – invero sorprendentemente – non aveva dato credito alle dichiarazioni dei veterinari dell’Asl né a un verbale ispettivo del Corpo Forestale che avevano parlato di animali in eccellenti condizioni psicofisiche, così come aveva ignorato i pareri dei veterinari specializzati che seguivano costantemente il circo e pure la dettagliata relazione scientifica di una ricercatrice universitaria indipendente, esperta etologa, che aveva escluso qualsiasi segno di stress cronico per gli animali.

Per contro, l’accusa aveva basato i suoi assunti sull’expertise di un perito nominato dalla Procura della Repubblica che in soli cinquantacinque minuti di ispezione – senza alcun contraddittorio tecnico e senza effettuare neppure un test clinico – aveva stabilito che alcuni animali del circo si sarebbero trovati in condizioni di stress.

I magistrati veneziani, evidentemente valorizzando le evidenze scientifiche emerse nel dibattimento, hanno deciso in modo diametralmente opposto rendendo giustizia a una delle imprese circensi più prestigiose del panorama europeo.