Wim Wenders fotografo nei cieli d'America

Wim Wenders fotografo
nei cieli d'America

A Varese una mostra dedicata al grande regista

Laura Novello

Nello scenario incantato di Villa Panza, un luogo che Wenders definisce «il cuore della cultura europea» ma anche «l'unione tra l'Europa e l'America», sono esposte trentaquattro fotografie scattate fra gli anni Settanta e gli anni Duemila, che Wenders ha dedicato all'America e ai suoi amici Dennis Hopper e Edward Hopper. Ne vien fuori una sua personale e originalissima rilettura degli States.

Wim Wenders, Safeway', Corpus Christie, Texas (© Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren 1983; C - Print 178 x 210 cm).
Wim Wenders, Street Front in Butte, Montana (© Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren 2000;  C - Print 178 x 447 cm).
Wim Wenders, Square with Cut-Out Figures in Butte, Montana (© Wim Wenders/Wenders Images/Verlag der Autoren 2000; C - Print  178 x 447 cm).

VARESE – Wim Wenders dice che Villa Panza, a Varese, «è un luogo che raffigura il cuore della cultura europea e al tempo stesso, grazie alla collezione Panza, l’unione tra l’Europa e l’America nella sua piena espressione». Il celebre regista aggiunge che non aveva mai pensato a una mostra dedicata all’America, «ma questo luogo me l’ha ispirata, e penso che sia stato un grande privilegio poterla fare».

E indubbiamente è stimolante questa esposizione che delinea un aspetto davvero inedito di Wim Wenders, vale a dire quello di essere, oltre che un celebre regista, anche un fotografo di talento. Lo si era già visto negli Appunti di Viaggio, in cui Wenders esplicava la sua creatività scattando immagini dedicate al Giappone, all’Armenia e alla Germania.

Ora la mostra di Varese a Villa Panza, intitolata semplicemente Wim Wenders America, presenta trentaquattro fotografie realizzate dal grande regista tra la fine degli anni Settanta e il 2003 negli Stati Uniti. Si tratta di opere che ritraggono paesaggi, ambienti, interni, architetture, luoghi di città nella visione e nel pensiero personale dell’artista. Tutto questo porta a una riflessione sulla personalissima lettura di spazi urbani di Wenders: un significativo omaggio all’amico Dennis Hopper e all’artista Edward Hopper.

La ricerca artistica fotografica, l’approccio con la macchina fotografica è quanto mai un’esperienza interessante, come ama sottolineare lo stesso Wenders. Cogliere il luogo, l’essenza di quest’ultimo, l’emozione scattata e fermata in pochi secondi, l’attimo, la poesia dell’istante, il gioco di luci colte durante le stagioni: riflessi, chiaroscuri e colori registrano così la particolarità di un luogo.

Il paesaggio – luogo può diventare un racconto, una città può diventare una storia, un interno un’emozione. Ambienti di negozi, moderne architetture e stazioni di vecchi autobus diventano il percorso di un personale diario di Wenders, una rilettura degli States.

Molte sono le immagini che in questa mostra risalgono ai sopralluoghi per molteplici film americani del regista, luoghi-racconti-storie che lo hanno ispirato. Sfilano così le opere, Entire Family del 1983, Near Four Corners del 1986 e l’omaggio all’amico Edward Hopper, l’inedita Cowboy Bar del 2001.

Infine, il percorso espositivo si conclude nelle scuderie di Villa Panza, che conducono all’opera dal titolo New York, November 8 2001 dedicata a Ground Zero: una riflessione amara sulle dinamiche della società. Che non sono sempre, purtroppo, novità positive.

Wim Wenders, America
Varese, Villa Panza
Fino al 29 marzo

Febbraio, 2015

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