Voglio diventare un fuoco d'artificio

Voglio diventare
un fuoco d'artificio

Roberto Bianchin

Voglio diventare un fuoco d’artificio. Voglio essere di tutti i colori. Vermiglione, porpora, cremisi, vaniglia, paglierino, turchese, antracite, lattemiele, ciclamino, ametista, vinaccia, scarlatto, rubino, lilla nebbia, lavanda pallido, blu di prussia, verde pavone, terra d’ombra bruciata, blu ardesia. Ma soprattutto rosa cipria, rosa confetto, rosa perlato, rosa corallo, rosa ciliegia, fenicottero.

Sweet fly in the sky (www.mazasnc.it).

Voglio essere di tutte le forme. Bomba, banana, stella, cannolo, sfera, fiore, cascata, coriandolo, luna, paracadute, sole, biscia, serpente, serpentina, fiamma, scintilla, nuvola, quercia, salice, ombrello, pioggia luccicante, pioggia tremolante, pioggia scoppiettante, pupatella (in termine tecnico, piccola granata).

Voglio essere sparato in cielo a Venezia la notte del Redentore, fare bum bum bum da far tremare i vetri della Basilica di San Marco, e poi scendere, dolcemente, come danzando il valzer di una foglia, fino a sfrigolare nell’acqua del Bacino col rumore che fa la pipì sui carboni ardenti.

Quando morirò (non adesso però, co tuto queo che gavemo da far), voglio diventare un fuoco d’artificio. Si può. Ci hanno pensato due ragazzotti rovigotti di Arquà Polesine (Italia), Vincenzo Martarello, che lavora nel settore dei fuochi pirotecnici, e Alessandro Zanirato, che lavora in quello funerario. Hanno unito le loro arti e magie e oplà, il funerale è diventato scoppiettante.

La ditta che hanno creato, la Ma.Za., ha reso possibile quello che fino a ieri sembrava impossibile. Il loro progetto ha un nome che è una meraviglia, si chiama Sweet fly in the sky, si tratta di «un’idea originale per lasciare un ricordo originale», ma anche per creare un evento che «lascerà un ricordo indelebile». Non abbiamo dubbi.

Sentite, dalle loro vive voci, come spiegano la loro invenzione, un brevetto unico (almeno per ora) al mondo. «Sweet fly vuol essere un modo originale ma al tempo stesso significativo per dimostrare, anche nel dolore per la perdita del proprio caro, affetto e amore in uno spettacolo unico nel suo genere. Infatti nella maggior parte dei casi alla perdita del proprio caro avviene la cremazione dello stesso con la conseguente sepoltura o altri collocamenti delle ceneri».

«Noi vi diamo la possibilità – dicono Vincenzo e Alessandro – di poter spargere le ceneri, atto totalmente legale, tramite lo sparo di un fuoco d’artificio contenente le ceneri del vostro adorato defunto. Preparando il tutto da nostri addetti qualificati, sarete voi, tramite un pulsante, a sparare il fuoco che aprendosi nel cielo in una moltitudine di colori, spargerà le ceneri del vostro caro nel cielo».

«Un modo originale e al tempo stesso delicato – aggiungono – per soddisfare le volontà del defunto di essere cosparso (sic) in natura». Il tutto, precisano, «sarà effettuato nella massima sicurezza, e soprattutto sarete voi, parenti, ad effettuare lo sparo tramite un telecomando, in un’unione inscindibile tra voi e il vostro caro, che vi darà la possibilità di portarlo nel cielo».

Che dire? Non ci sono parole. C’è da restare a bocca aperta (per la meraviglia, ça va sans dire), di fronte a invenzioni del genere. L’unica cosa da aggiungere, per dovere di cronaca, è che questo scoppiettante funerale è un po’ costoso: si va dai mille e cinquecento ai diecimila euro, a seconda del tipo di spettacolo prescelto per questo ultimo, dolce, volo nel cielo.

Settembre, 2014

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