Un lipogramma a onor del Baffo

Un lipogramma
a onor del Baffo

Un curioso omaggio in versi

Fabio Strinati

Fabio Strinati, raffinato poeta, artista visivo, compositore, fotografo, autore di vari libri, ha dedicato al grande poeta erotico del Settecento Zorzi Alvise Baffo in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla scomparsa, cinque poesie inedite, che pubblichiamo, scritte con la tecnica del lipogramma: antichissima pratica greca che vanta esempi illustri, da Nestore di Laranda a Trifiodoro, da Georges Perec a Umberto Eco, e che consiste nel non utilizzare una determinata lettera dell'alfabeto, in questo caso la p. Una scrittura acrobatica di altissimo livello, una lingua arditissima, e una parola cristallina dentro un pensiero profondo. Un autentico gioiello.

Il poeta Fabio Strinati (fonte: Lankenauta).

Di smalto è cornice in versi
e schietto l’umore
sui vecchi fogli in àuge,
scaffale abusa l’odor
lodevole non di rado
isolato calére
sfiora non arretra
oltre quel confine nato!
Sottile sguardo, abito
innato vivido tavolo
o cava di fertili idee
o svariate le combinazioni,
cadùco è celere l’amore
ché sommo e delirante.

*

Sonetto andante
voce chiama e richiama
scalino un verso il nife,
nèroli estetici quel tatto
gusto che ravviva erotismo
archivio l’essenza
corolla sulla cima;
mai un rèbus
d’ironia sulla soglia attenta
gli occhi tuoi, svegli
reagènti e dal tono greve
grado anfratto nell’abisso.

*

Letture licenziose
ritagli da un giornale
quel secréto
inquieto lume
o fioca luce
la certezza rara d’un vézzo;
corteggia visione,
salùbre debole chiarore
e una sortita nel sillabario
calligrafia tagliente,
ciclo d’orgoglio sebàceo.

*

Matto sono e schietto
vado e vengo
come da un favo
tela di ragno
narro forma
guado i confini delle rime:
oltre le vie escreato
il sunto di una cremagliera
ronzano mollézze, saltano
guizzano i colombi
ascesa o cellula
ché Venezia novellame
d’arte e di mestieri.

*

Dignità sconcezze varie...
e nudo salta fuori
non la nòttua ma lume
l’ironico tracciato scosso,
stòcco il verso, abile
sagacia vita indubbia
quel sorso deglutisce
rischiara e ritocca;
sana è l’insonnia
di chi tormento stornèlla
ficcante in un antro
il nome esile
intermittenza di una torcia.

Novembre, 2018