La forza del sorriso e la voglia di stupire

La forza del sorriso
e la voglia di stupire

Uno spettacolo che funziona

Michele Casale

In un panorama italiano troppo spesso dominato da sciatteria, approssimazione, e scarso rispetto del pubblico, risulta una piacevole e inattesa sorpresa lo show messo in scena dal circo Sandra Orfei di Claudio Vassallo, che si occupa personalmente di tutti i numeri con gli animali, dall'alta scuola alla gabbia all'esotico. Uno spettacolo curato e mai banale, anche nelle scelte musicali. Interessante la conduzione di Giampaolo Maltese, e un cast di artisti validi come Sara Mateva, Federica Toro, Angelo Patti, Nicholas Errani. Nell'insieme, una produzione riuscita. Un lavoro serio e onesto. Merce abbastanza rara di questi tempi non facili.

Il manifesto del circo Sandra Orfei (fonte: Circus News).

In Italia, per il circo classico, il periodo estivo non è certamente quello più propizio per ciò che concerne gli affari, a differenza di Svizzera e Germania. Diversi complessi preferiscono addirittura concedersi una pausa, mentre gli altri si riversano in massa, facendo a gara a chi arriva primo, nei luoghi di villeggiatura più affollati.

Uno di quelli che prosegue il suo cammino nel sud della penisola senza accusare significativi cali di pubblico è il circo Sandra Orfei di Claudio Vassallo, sdoppiatosi ad inizio primavera con il fratello, che ha intrapreso invece, un tour all’estero in terra Ellenica. I Vassallo rientrano a pieno titolo nell’albero genealogico del circo italiano (circo dei fratelli Vassallo, Roller, di Vienna), e hanno allevato in casa nel corso della loro storia sempre buoni artisti.

Devis Vassallo è uno degli esempi più recenti: clown di talento molto apprezzato all’estero, fino a poco tempo fa in forza al Ringling negli Stati Uniti. Ritornando al circo di Claudio Vassallo, l’approccio e le aspettative iniziali del sottoscritto erano molto contenute, conoscendo su per giù il livello modesto del circuito circense nazionale. Fortunatamente, i sorrisi all’ingresso lasciavano presagire la concreta possibilità di assistere a qualcosa di interessante, vista l’abitudine in casi come questi di ritrovarsi davanti musi lunghi e scarso entusiasmo.

Le buone sensazioni proseguivano, grazie all’egregia conduzione dello show (il celebre e inossidabile ringmaster) nelle mani di Giampaolo Maltese, ragazzo siciliano catapultato al circo per passione. Timbro studiato, deciso, senza fronzoli ed efficace. Lo si rivede nella seconda parte dello show nelle simpatiche vesti di ventriloquo, prima in compagnia di un pupazzo e, successivamente, quando coinvolgerà con assoluta sicurezza tre spettatori, ai quali stravolgerà e altererà la voce, suscitando nel pubblico, abituato di solito a performance frettolose e banali, stupore e approvazione.

La sinuosità e il sorriso (a qualcuno continuerà a sembrare strano, ma nella pista di questo circo si sorride di brutto) di Federica Toro svettano in cielo, con le figure classiche del cerchio aereo (senza cavo di protezione eh), impreziosite da una bella musica (un altro pregio dello spettacolo è l’assenza quasi totale delle solite musichette prevedibili che si ascoltano nella maggior parte dei circhi).

Claudio Vassallo si occupa di tutti i numeri con gli animali, dall’alta scuola proposta in varie versioni ma mai noiosa, alla gabbia dei felini, fino all’esotico, che raggiunge il suo punto clou con l’ingresso in pista del possente ippopotamo che ingurgita l’immancabile panino. Sara Mateva, artista con alle spalle esperienze in circhi di mezza Europa (Sarrasani, Atlas, Amar) e una partecipazione al festival del circo di Latina, cammina e saltella con apparente semplicità sul filo basso. Aggiungendo l’hula hop all’interno del numero aumenta il grado di difficoltà, senza comprometterne la buona riuscita.

Altro tassello importante è Nicholas Errani, ragazzo preparato e dallo stile ricercato. Propone due numeri, il monociclo e il trapezio washington, con momenti intensi e molto significativi dal punto di vista tecnico (si percepisce la passione per il mestiere, che in molte realtà non è così evidente). L’altro personaggio che si ritrova al circo per vocazione è Angelo Patti. Piemontese, studi alle spalle come attore, è preposto al celeberrimo ruolo di clown. Le “entrèe”, come dicono quelli bravi, appartengono al manuale mondiale clownesco (tra cui la famosa entrata del cinema, cavallo di battaglia di David Shiner), e il ragazzo le maneggia con cura e rispetto, con pennellate personali particolarmente gradevoli, agevolate appunto dalle esperienze attoriali maturate in passato, messe in mostra lucidamente nella recita finale della “preghiera del clown” di Totò.

Non stiamo parlando di uno show sensazionale, irripetibile, irrinunciabile (per citare aggettivi e slogan anni Sessanta ancora oggi molto in voga ma quasi sempre immotivati), ma di uno spettacolo piacevole, dignitoso, serio, onesto. Traspira il desiderio di fare circo e migliorarsi, laddove sempre più di frequente prevalgono sciatteria e approssimazione.

LA PAGELLA

Circo Sandra Orfei. Voto: 6,5

Luglio, 2018