Il Lions dell'Elba va a pesca in laguna

Il Lions dell'Elba
va a pesca
in laguna

Dal Lido di Venezia a Portoferraio

Roberto Bianchin

Per scegliere il presidente del centenario, il Lions Club dell'Isola d'Elba, uno dei più attivi d'Italia, va a pescare in un'altra isola, nella laguna di Venezia, un direttore di banca, che è anche attore e musicista, trapiantato per amore a Portoferraio. La parabola di Marino "Marney Taylor" Sartori, già promessa del calcio e icona del mondo beat. La sua presidenza alla guida dei Lions dell'Elba promette di essere scoppiettante e ricca di sorprese, all'insegna della cultura, del divertimento e della solidarietà.

Marino Sartori (fonte: Linkedln)
Il passaggio di consegne tra Gino Gelichi e Marino Sartori (a destra) alla guida dei Lions dell'Elba (fonte: www.tenews.it)

PORTOFERRAIO – Da un mare all’altro, da un’isola all’altra. Con la stessa nonchalance, lo stesso garbo, la stessa simpatia, la stessa professionalità. Non è mai facile farsi accettare dalla gente di mare, specialmente quando le acque in cui sei finito a nuotare non sono quelle in cui sei nato.

Eppure qualche volta succede. Come è successo a un cittadino veneziano, trapiantato per amore da una decina d’anni in quel di Portoferraio, che ha salito uno dopo l’altro, con pazienza, i gradini della società, ne è salito ai vertici, ed è stato appena nominato presidente di un’associazione prestigiosa come il Lions Club dell’Isola d’Elba. Nel suo programma già brilla un fitto carnet di iniziative.

Del resto, Marino Sartori, questo il suo nome, veneziano sbarcato dall’isola del Lido, sessantasette anni portati con molta disinvoltura (“certe volte non mi ricordo più quanti anni ho”, confessa candidamente), sposato con un medico, Rita Rossi, molto noto nell’isola, non è tipo da stare con le mani in mano. Direttore di banca e consulente finanziario di professione, ma per passione attore di teatro e musicista fin dai favolosi anni Sessanta (si esibiva, tastierista e cantante, con il nome d’arte di Marney Taylor), in gioventù era stato anche una promessa del calcio, un’estrosa mezz’ala tutta dribbling e colpi di tacco, nella squadra del Nettuno Lido, officina di talenti.

“Un tipo volitivo”, lo aveva definito, con una felice espressione, l’imprenditore Marcello Bargellini, una colonna del Lions elbano, a sua volta già presidente dell’associazione. Marino Sartori, che ricopriva l’incarico di vicepresidente e cerimoniere, succede a Gino Gelichi alla guida del distretto 108. E’ stato nominato nel corso di un’affollata serata di gala nell’elegante cornice dell’Hotel Airone, allietata dai fuochi d’artificio.

Sartori è il presidente del centenario. Il Lions Club International nacque infatti in Illinois (Usa) nel 1917 per un’intuizione di Melvin Jones, un giovane uomo d’affari che riteneva saggiamente che bisognasse allargare i propri orizzonti nella vita, portando le proprie attività e i propri interessi al di là di quelli puramente professionali, e lavorare per migliorare il mondo, a partire dalla propria comunità. Oggi il Lions ha un milione e mezzo di soci sparsi nei quarantaquattro mila clubs di cento e ottantanove Paesi.

Quello dell’Isola d’Elba venne istituito nel 1968 per iniziativa di un gruppo di diciannove soci, cinque dei quali sono ancora attivi. E’ uno dei club più vivaci della penisola e più ricchi di iniziative, oltre a quelle decise e attuate a livello internazionale. Dall’assistenza agli anziani, ai disabili, alle persone in difficoltà (un’ambulanza donata al Comune di Marciana Marina, l’acquisto di un cane guida per una ragazza cieca), agli interventi di sostegno in campo artistico e culturale, fino alla Targa Lions attribuita a cittadini elbani distintisi in vari campi di attività, come Giorgio Faletti, Gaspare Barbiellini Amidei, Luciano Regoli, Raffaello Brignetti, George Edelmann e molti altri.

Si possono ricordare, tra le tante iniziative, il restauro del dipinto custodito nel Duomo di Portoferraio “La gloria della Vergine Maria”, il recupero dei resti della chiesa romanica di San Lorenzo a Marciana, la realizzazione della copia dell’Ara romana di Attiano nell’atrio del Municipio di Portoferraio, oltre all’organizzazione di spettacoli come “Quel Casanova di Bonaparte” alla baia della Biodola in occasione del bicentenario Napoleonico, e “Acqua Granda”, il racconto dell’alluvione di Venezia, il mese scorso al Teatro dei Vigilanti. Tema che ha toccato da vicino la sensibilità dell’isola, colpita anch’essa da un’alluvione, quella del 2011, come la sensibilità dei Lions, che organizzarono una raccolta di fondi proprio per la popolazione di Marina di Campo, duramente segnata dalla furia delle acque.

Giugno, 2017