Contrordine pagliacci gli animali restano nei circhi (per ora)

Contrordine pagliacci
gli animali restano
nei circhi (per ora)

La legge per il riordino dello spettacolo

Roberto Bianchin

Si chiude con un mediocre compromesso all'italiana la guerra tra circensi e animalisti. La legge varata dal Parlamento italiano non accoglie la richiesta di eliminazione degli animali dai circhi, ma promette soltanto il "graduale superamento" della loro presenza. Una formuletta ambigua che è una sconfitta culturale per il circo ma che in pratica non cambia nulla. Nessuno può cantare vittoria. E la battaglia continua. Sempre più aspra.

Il domatore Manuel Farina (fonte: circus blogger).

La sconfitta in Parlamento del mondo del circo non avrà conseguenze, perché all’atto pratico non cambierà niente, e tutto continuerà come prima. I circensi sotto ai tendoni continueranno a far ballare gli animali a tempo di musica, e i nemici dei circensi fuori dai tendoni continueranno a far ballare i loro striscioni di protesta insultando gli spettatori.

Ma la sconfitta in Parlamento del mondo del circo avrà conseguenze pesantissime sull’immagine in Italia del circo stesso, sull’opinione pubblica e sui media. Anzitutto perché è una sconfitta della sua identità, della sua cultura e della sua storia, dal momento che una legge dello Stato, varata da Camera e Senato, ha stabilito che i circhi con gli animali sono ormai superati dalla storia, e non hanno più alcuna ragione di esistere. Si tratta della legge per il riordino del settore dello spettacolo, che stabilisce il “graduale superamento” della presenza degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti.

Non vengono dunque proibiti gli spettacoli con gli animali, come volevano le associazioni animaliste (o presunte tali) che chiedevano a gran voce la “eliminazione” degli animali nei circhi anziché il “superamento”, e pretendevano un termine temporale ben preciso per il raggiungimento del loro scopo anziché una generica e indefinita “gradualità”.

Per questo emendamento, che per ora li ha salvati, i circensi, gente per lo più di destra, devono ringraziare una parlamentare di sinistra (Pd), guarda com’è buffa la vita, che beffando gli animalisti (gente per lo più di sinistra, vedi un po’), ha sfornato una formuletta molto ambigua, molto democristiana, che lascia spazio ad ogni sorta di equivoco, e alla fine, in sostanza, lascia tutto com’è. Continuate pure a litigare.

Tutto si gioca infatti attorno a quelle due parolette, guarda come contano ancora moltissimo le parole: eliminazione e superamento. Su cosa significhi eliminazione non vi sono dubbi, è chiarissimo. Su cosa significhi superamento, e in questo caso superamento della presenza degli animali nei circhi, si possono fare mille interpretazioni, e tutte possibili. La più certa è che non significa eliminazione.

Superamento, secondo l’autorevole dizionario della lingua italiana Zingarelli, indica semplicemente “il fatto di superare”. Andiamo a vedere il significato di “superare” allora. Ve n’è più di uno, figurato e non: vuol dire essere superiore, andare oltre, sorpassare, ma anche essere più bravo e sostenere con successo una situazione. Nulla che assomigli neanche lontanamente a eliminazione.

Da questo punto di vista il mondo del circo può quindi essere contento. Si è salvato in extremis per il rotto della cuffia. L’Italia considera “superato” l’utilizzo degli animali nei circhi, ma per adesso non li vieta. E non fissa nemmeno un termine per il “graduale superamento” della loro presenza. Dall’altro, il mondo del circo ha tutti i motivi per essere scontento, perché un’affermazione del genere da parte del Parlamento, che considera “superati” gli spettacoli con gli animali, suona come una pietra tombale per lo spettacolo del circo come è stato rappresentato negli ultimi duecento anni. E lascia intendere che il circo, se vorrà continuare a vivere, dovrà vivere senza più animali.

Non è soddisfatta, infatti, la reazione dell’Ente Circhi, che dà un giudizio negativo sulla legge in questione e denuncia una percezione del circo “miope, cieca, antiquata e afflitta da un evidente provincialismo culturale”. Soddisfatta invece la Lav, che parla di “bicchiere mezzo pieno” e di un “importante passo avanti” verso l’eliminazione degli animali.

In realtà sono due vittorie di Pirro, sia quella degli animalisti perché gli animali continueranno e chissà fino a quando a ballare nei circhi, sia quella dei circensi perché i loro spettacoli con gli animali sono stati bocciati culturalmente, definiti “superati” e messi nella lista delle cose brutte di cui prima o poi bisognerà disfarsi. Quello che ne è uscito, in definitiva, è un mediocre compromesso, molto all’italiana, che non cambia nulla sul piano pratico e che lascia tutto così com’è. Forse è meglio così. Forse.

LA PAGELLA

Legge per il riordino del settore dello spettacolo: voto 5,5
Enc: voto 6
Lav: voto 5

Novembre, 2017