Come si crea una città

Come si crea
una città

Apoteosi agiografica di un curioso signore imprenditore sognatore

Ripubblicata in anastatica una molto retorica opera incensatoria su Nicolò Spada, imprenditore, che nei primi anni del Novecento pensò e costruì il Lido di Venezia, culminando l'opera con l'Hotel Excelsior e poderosi annessi e connessi. Un'illuminante rievocazione di un'Italia dimenticata ma furiosamente attuale.

Il Lido di Venezia - Storia dalle sue origini ad oggi - Come si crea una città
Il Luna Park le Montagne Russe al Lido

Nell'estate del 1921 il brillante ed estremamente facondo ingegnere costruttore romano, Achille Talenti, dava alla luce per i tipi dello stampatore padovano Angelo Draghi un curioso libro di centonovantadue pagine scritte grandi dedicato alla sorprendente trasformazione dell'isola del Lido da viluppo di canneti canali e rovi in una rinomatissima e frequentatissima meta turistica dell'alta società internazionale. Autore della radicale trasformazione un geniale ed attivissimo imprenditore poi dimenticato: il veneziano di ritorno Nicolò Spada. Che nei primi anni del Novecento aveva capito e saputo sfruttare le grandi potenzialità e le estreme debolezze del Lido, di Venezia e della società italiana del tempo.

Il libro di Talenti fu ristampato nel 1922 con appendice di sessantaquattro pagine (scritte ancora più grandi) di recensioni, commenti, lettere alla prima edizione, corredato di quarantotto illustrazioni e di una pianta tipografica schematica della «nuova città» venduto al tempo a «Lire SETTE senza alcun altro aumento» ed è in questa veste che due associazioni culturali, VeneziaEditori e Civitas Veneciarum, lo hanno da poco ristampato pari pari, senza indicazione di prezzo attuale, ma pagato 15 euro.

Se riuscite a reggere alla fatidica prosa virilissima ed erubescente di Talenti, dannunzianamente ridondante di aggettivi granitici e titanici, in purissimo stile d'epoca di volontà irrevocabili, scoprite nella lettura tra una risata e l'altra interessanti squarci dell'evoluzione passata e dell'involuzione presente dell'isola, oltre a deliziarvi con le immagini sfuocate di un passato a tratti imbarazzante: stupendo per tutti il duca degli Abruzzi (Luigi Amedeo Giuseppe Maria Ferdinando Francesco di Savoia) sugli schettini sul terrazzo dell'hotel Excelsior.

Dopo la costruzione del Lido, Nicolò Spada si ripetè alle terme di Fiuggi. Ma, come scrive nella lettera di ringraziamento all'autore per il libro, passò poi ad un «programma di vita che da tempo mi sono prefisso: quello di farmi dimenticare». «Ella [...] non potrà mai imaginare come persone, società. enti, e precisamente quelli che più dall'opera mia si sono avvantaggiati, o che ebbero vita addirittura da me, o che dalle mie iniziative e dal mio ingegno traggono tutt'ora con specifiche o altre cointeressenze, quotidiano lucro, cerchino, dopo avermi completamente depauperato, di ostacolare e perseguitare la mia modesta esistenza». Vittimismo o persecuzione. Difficile scoprirlo, almeno per noi, ora.

Inutile star qua a ripercorrere l'impresa davvero notevole dell'imprenditore seguendo pedissequamente il libro e privandovi delle sorprese che potete benissimo trovare da soli. Lo Spada ebbe una visione, dettata dalla sete di ricchezza e di futuro, e la mise in pratica nel bene e nel male con tutti i mezzi possibili; ma vale la pena conoscerla. Due sole cose ci sentiamo in dovere di citare: Nicolò Spada e la metropolitana Venezia-Lido e Nicolò Spada contro il colera. Argomenti molto illuminanti per i confronti e i parallelismi che il lettore può trovare tra presente e passato, a Venezia, al Lido e in Italia. Li trovate nel riquadro in alto a destra di questa pagina, sotto il titolo «Leggi anche».

Ottobre, 2011