Breve storia del Teatro Malibràn

Breve storia
del Teatro Malibràn

Lucas Christ

Dall'origine aristocratica e sontuosa, al passato popolare, alla breve apoteosi e alla rapida decadenza, fino alla rinascita contemporanea.

Festa al teatro di san Giovanni Crisostomo a Venezia in onore del duca di York (

VENEZIA - Il Malibràn è un teatro di origine seicentesca, successivamente sottoposto a vari restauri fino all'assetto attuale che risale al 1890.

Nel carnevale 1678 fu inaugurato con il nome di Teatro di San Giovanni Grisostomo, terzo teatro della famiglia Grimani. Il teatro «più grande, il più bello e il più ricco della città», secondo il «Mercure Galant» del marzo 1683, sorse nell'area retrostante la chiesa di San Giovanni Grisostomo, nello stesso sito in cui si trovava anticamente il palazzo della famiglia di Marco Polo.

Il progetto del nuovo teatro fu firmato da Tommaso Bezzi detto lo Stucchino. La sala del San Giovanni Grisostomo, inaugurata con Vespasiano di Giulio Cesare Corradi e musica di Carlo Pallavicino, si imponeva su tutte le altre per la grandiosità della sua struttura architettonica e per l'eleganza delle decorazioni.

La funzione del San Giovanni Grisostomo come punto d'incontro della nobiltà elegante e del pubblico straniero più qualificato è documentata da varie testimonianze dell’epoca. All'inizio del Settecento il San Giovanni Grisostomo continuò a distinguersi dagli altri teatri cittadini per il fatto di mantenere grandiosi balli tra gli atti dell'opera in musica. Questo teatro fu descritto nelle Glorie della poesia e della musica di Bonlini (1730) come «vera reggia di meraviglie [...] che con la vastità della sua mole superba può contrastare col fasto di Roma antica e che con la grandiosità delle sue più che regie rappresentazioni drammatiche ha ormai acquistato l'applauso e la stima di tutto il mondo».

Nella primavera 1797, dopo la caduta della Repubblica veneziana, questo teatro - dal passato aristocratico per eccellenza - fu affidato alla Municipalità provvisoria e trasformato in Teatro Civico. Nel 1807, un decreto del Ministro dell'Interno del Regno Italico, limitò a quattro il numero dei teatri veneziani: oltre alla Fenice, al Teatro di San Benedetto e al San Moisè, fu scelta anche questa sala per la sua funzione molto popolare.

Nel 1819 la famiglia Grimani vendette il suo teatro e alcune case adiacenti a Luigi Facchini e a Giovanni Gallo. I nuovi proprietari si adoperarono con energia per restaurare e riportare il teatro all'antico splendore e lo riaprirono nel 1819. Giovanni Gallo prese poi la decisione di rifarlo completamente in modo che potesse servire anche per spettacoli diurni. Così rinnovato, il teatro - ribattezzato Emeronittio perché aperto sia di giorno che di notte - fu inaugurato nel dicembre 1834. Nel 1835 Gallo, diventato unico proprietario, riuscì a scritturare per due serate Maria Garcìa Malibràn, la cantante più famosa dell'epoca: una delle due serate fu ceduta alla Fenice, dietro metà dell'incasso netto. Così l'otto aprile cantò nel Teatro Emeronittio addobbato a festa in una Sonnambula d'eccezione. Per esprimere la sua gratitudine alla grande artista, che tra l'altro aveva rinunciato al suo compenso, Gallo intitolò il teatro al suo nome.

Nel 1886 il Teatro Malibràn fu messo all'asta ed acquistato da una società formata da Francesca Baldanello, Emerico Merkel e Giuseppe Patrizio. Il teatro fu riaperto nel 1890 dopo aver proceduto ad un radicale restauro che cambiò la veste della sala con decori in stile egiziano.

Nella primavera del 1913 fu bandito un concorso nazionale per un progetto di rifacimento interno del teatro, con il solo vincolo di conservare i muri perimetrali dello stabile, che fu vinto dal giovane ingegnere Mauro Felice Donghi. Dopo questo rinnovamento degli interni l'attività del teatro proseguì per tutta la prima metà del ventesimo secolo, alternando opera, operetta e spettacoli cinematografici per essere poi acquistato dal Comune di Venezia nel 1992.

L'incendio della Fenice nel gennaio 1996 ha portato drammaticamente alla ribalta il Teatro Malibràn, il cui uso si è rivelato indispensabile. Oggi il Teatro Malibràn viene gestito dalla Fondazione del Teatro La Fenice ed ospita opere, concerti e spettacoli musicali e di danza della Biennale.

L'immagine a corredo del testo è tratta dal catalogo web della Fondazione Zeri Bologna a questo indirizzo:
http://fe.fondazionezeri.unibo.it/catalogo/scheda.jsp?decorator=layout&a...

Ottobre, 2011