In ordine cronologico

La ballata degli animali

Tra facili contraddizioni e difficili coerenze

Il ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, cinquantasettenne pentastellato mantovano di Castel d'Ario, che qualche tempo fa aveva detto di voler fare una legge per vietare l'impiego di animali nei circhi, adesso -tra la sorpresa e l'indignazione degli animalisti- ha finanziato con il "Fondo per la rievocazione storica" una serie di sagre, feste e palii di mezza Italia in cui corrono, saltano e gareggiano animali di vario tipo, tra cui cavalli, asini, altri animali ammaestrati, e addirittura dei falchi. Sostenuta economicamente (50mila euro) persino la Giostra dell'Orso di Pistoia. Difficile vietare ora gli animali solo nei circhi. Pubblichiamo la presa di posizione dell'Ente Nazionale Circhi.

Io sto con l'orso

La vergogna del Trentino

L'hanno battezzato M49 come fosse un sottomarino. Ma anche un orso ha diritto a un nome, non a una sigla. Noi l'abbiamo battezzato Libero, come il cane di Fabrizio De André, e facciamo il tifo per lui, perché non lo prendano quelli che lo vogliono uccidere solo perché fa l'orso, che poi è il suo mestiere. L'orso Libero è riuscito a scappare, con una fuga rocambolesca, dalla prigione in cui lo avevano rinchiuso, il centro faunistico di Casteller, in Trentino. Con un'impresa eccezionale, da vero acrobata, ha superato barriere alte quattro metri e recinzioni percorse da corrente elettrica a settemila volt. Scappa, Libero, scappa. Non ti fermare. E non ti fidare di nessuno. Specialmente degli uomini.

A Mosca cieca

I retroscena di uno scandalo internazionale

Gli oscuri legami di comunisti ed ex comunisti russi con emissari, veri e presunti, di un partito italiano di governo anticomunista, schierato a destra e dalle inclinazioni palesemente razziste e intolleranti. Tra affari al petrolio, bicchierini di vodka ghiacciata, simpatie autentiche, progetti politici antieuropei di destabilizzazione e restaurazione autoritaria, e riunioni segretissime (mica tanto poi...) di pataccari sedicenti filoleghisti e pataccari sedicenti filorussi. E' solo la prima di una serie di rivelazioni che si annunciano scottanti. Ma più che un intrigo internazionale sembra una truffa di quelle architettate nei film da Totò e Peppino. I magistrati comunque indagano. Hanno in mano nuove registrazioni.

Bepi, un prosecco! Ma che sia subito

Un traguardo storico

L'Unesco ha dichiarato "patrimonio dell'umanità" le colline del prosecco tra Conegliano e Valdobbiadene. Trenta chilometri di vigneti in un paesaggio antico tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, che producono ogni anno 464 milioni di bottiglie Doc. Il prosecco detiene il record di vino italiano più venduto nel mondo. La storica decisione commentata sul territorio, all'osteria dei colli, dal noto vinicoltore Bepi e dall'altrettanto celebre avventore Toni, fra legittimo orgoglio e altrettanto legittime preoccupazioni legate al futuro, alla concorrenza sleale e all'uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Un racconto scritto per "Il Ridotto" dallo scrittore Brad Morgan, profondo conoscitore delle terre trevigiane, che da anni risiede su queste colline.

L'assaggiatore

Come ai tempi degli imperatori

Tra le imponenti misure di sicurezza che hanno accompagnato la visita a Roma del presidente russo Vladimir Putin, non solo gli aerei e le macchine blindate, le scorte, le lenzuola e gli asciugamani disinfettati e sigillati a Mosca. Anche un assaggiatore personale -un personaggio riservatissimo- che prova tutti i cibi e le bevande destinati al presidente russo prima di lui. E che muore al suo posto se sono avvelenati. Puntin teme infatti per la sua vita. L'assaggiatore è andato in scena più volte: al Quirinale per il pranzo, a Villa Madama per la cena, e anche nelle cucine del lussuoso albergo che lo ospitava. Il celebre scrittore C. Lown descrive la figura di questo misterioso assaggiatore, il suo modo di operare e i suoi sentimenti nascosti, in questo articolo scritto in esclusiva per "Il Ridotto".

E lui guardava lì fuori dalla finestra

Il racconto di una vita

Un figlio del Sud alla luce dell'Est, che vive un rapporto di amore e di odio con la sua terra natale, l'Irpinia, regola i conti con un altro "non-luogo", come la lontana (per lui) città di Trieste, dove è stato "confinato" per alcuni anni. E lo fa con un racconto intenso e breve che fa riflettere, "La Presenza", pubblicato da Delta 3 Edizioni, che rivela il talento letterario di un giovane trentenne di Avellino, Raffaele Cappuccio, giornalista, attualmente in forza a Rainews24. Un racconto che vuole essere anche un omaggio a una terra e agli autori di questa terra che ha conosciuto e che lo hanno profondamente cambiato. Da Stuparich a Slataper, da Andrich a Bazlen. Una storia che è soprattutto un omaggio alla vita, "non necessariamente la mia", dice l'autore.