In ordine cronologico

Sparatevi

Siparietti imbarazzanti

Probabilmente pensavano di riuscire spiritosi scherzando sugli attentati, dopo la strage di Barcellona, quei simpaticoni di sindaci di Venezia e Firenze chiamati a discutere del nulla al solito inutile meeting dei sopravvissuti ciellini in quel di Rimini. In realtà il loro scambio di battute non ha fatto ridere nessuno. Ed è anzi risultato piuttosto penoso. Forse sarebbe meglio che i due primi cittadini, invece di tentare anche loro la carriera di comici, si dessero da fare per provare a risolvere i problemi, che sono molti e gravi, delle loro città. Che vengono governate sempre peggio.

Sciacalli e trogloditi

Un terremoto di polemiche

Stupisce e sorprende, nelle vicende seguite al sisma che ha colpito l'isola d'Ischia, la "rivolta" popolare contro gli operatori dell'informazione. Come se fossero colpa dei giornalisti il terremoto e anche i materiali scadenti con sui sono state costruite abusivamente, in spregio a tutte le regole, quelle maledette case di cartapesta. Viviamo in un Paese sempre più ignorante e cialtrone. Dove sembrano scomparsi il pensiero, il ragionamento, l'intelligenza. Dove prevalgono l'arroganza, la volgarità, l'insulto e l'odio. Un vizio comune ai potenti quanto al popolino. Una deriva pericolosissima.

Conte, Duca e pur Patrono

Una vicenda immaginifica

Lo scrittore Gian Antonio Cibotto, scomparso il 12 agosto, si fregiava di tre titoli: Conte di Lendinara, Duca di Vallier, Patrono della Vangadizza. E' avvolta nel mistero la genesi di questi riconoscimenti, così come la loro autenticità, sulla quale peraltro c'è chi è disposto a giurare. Ma altri propendono invece per un gioco, sottilmente ironico, imbastito dallo stesso scrittore che amava gli scherzi e le iperboli. Noi abbiamo provato ad indagare sul campo, partendo dal Caffè Grande di Lendinara, insieme allo scrittore Giancarlo Marinelli. E abbiamo fatto alcune scoperte. Eccole.

Prima o poi giocherò con te

Correva l'anno 1955 quando la mia famiglia si trasferì dal centro storico di Venezia all'isola del Lido. Fino a un secolo prima, il Lido era solamente una striscia di sabbia lunga dodici chilometri, che divideva la laguna dal mare Adriatico. L'attività prevalente era l'agricoltura. Ma qualcosa di speciale doveva comunque avere, il Lido, in quanto personaggi come Lord Byron, Alfred De Musset, George Sand e altri scrittori, artisti e poeti, spesso si rifugiavano lì a cercare l'ispirazione per le loro opere.

E dopo di allora io sarò mei miei libri

Toni Cibotto e l'idea della morte

Avevo letto Cibotto e volevo andare a Scano Boa. Dice già tutto questa frase del giornalista e scrittore Gianni Mura riferita al romanzo più celebre di Gian Antonio "Toni" Cibotto, Scano Boa. Talento purissimo, sognatore anarchico, sempre controcorrente, Cibotto, scomparso a 92 anni il 12 agosto, è uno dei maggiori scrittori del Novecento. Lo ricordiamo con un suo scritto tratto dal libro "Il principe stanco" edito da Neri Pozza, in cui dialoga sulla morte con un altro grande scrittore, e suo amico, come Giovanni Comisso.