In ordine cronologico

Che soffocante 'sta diga soffolta

Insensate divagazioni idrauliche su una brutta parola

Si sa. Le parole sono magiche. A volte basta la parola. Le parole sono pietre. Infatti poi si scopre che invece le parole non bastano mai. E anche che si può ammalarsi di parole. Ubriacarsi di parole. Farsi prendere dalle vertigini di parole. Prendiamo ad esempio la diga. Parola tra l'altro d'intrigante rima. Ci si ritiene abbastanza esperti sulla diga. E invece no. Seguiteci nei meandri dell'italiano burocratico ingegneristico amministrativo idraulico e anche un poco ottocentesco.

Quando sale alta la Marea del jazz

Un concerto trascinante

Il talentuoso sassofonista argentino Javier Edgardo Girotto in tour con il sorprendente gruppo italiano dei Marea composto dalla struggente fisarmonica di Massimo Tagliata e dalla chitarra sognante di Andrea Dessì. Con il funambolico Roberto "Red" Rossi alla batteria. Un concerto entusiasmante al Fontego dei Tedeschi a Venezia. Una musica ricchissima che spazia dal jazz al flamenco al tango, alla musica classica e alle sonorità mediterranee. Blue Andalusia è il loro quinto disco. Da non perdere.

Mondo Cane

O tempora o mores

Degna dei celebri documentari horror di Gualtiero Jacopetti la disgustosa bagarre andata in scena al palasport di Verona (Padania ?) dove seimila persone (persone?) hanno fragorosamente applaudito il tenebroso racconto di come un gioielliere uccise un bandito durante una rapina. Accadde tredici anni fa a un commerciante lombardo, Giuseppe Maiocchi, diventato oggi testimonial della battaglia per la legittima difesa e presentato come un eroe "vittima dei soliti farabutti". L'indignato reportage di Alda Vanzan.

La Gauche

Dietro le elezioni francesi

Destra e sinistra non esistono più dopo il tracollo del Parti Socialiste e dei Républicains. Ma i tre candidati di sinistra, Macron, Hamon e Mélenchon, avrebbero preso il 49,83 per cento dei consensi, praticamente la metà dei votanti, se si fossero presentati assieme sotto un unico vessillo e con un solo candidato, e avrebbero potuto sconfiggere la destra al primo turno. Un'antica vocazione a farsi del male, in Francia come in Italia. Ma non è poi così vero che fra destra e sinistra non vi sono ormai più differenze. Da Gaber a Henri Levy.

Volevo essere Mago Zurlì

La tivù che non c'è più

Con il personaggio di Mago Zurlì, Cino Tortorella, che inventò tra l'altro lo Zecchino d'Oro, aveva colpito la fantasia dei ragazzi in un programma pomeridiano loro dedicato, che è ancora oggi un esempio di buona televisione. Il ricordo di un ragazzo degli anni cinquanta che voleva diventare Mago Zurlì e che rimase incantato da quei lustrini nei capelli. Un'abitudine che da grande prese anche lui. Mago Zurlì, scomparso nei giorni scorsi. fu marito della pianista di Paolo Poli, l'esuberante Jacqueline Perrotin.

Parliamone sabato No, non parliamone più

Il programmino della pimpante Paola Perego

Molti applausi bipartisan per la decisione della Rai di sopprimere la trasmissione in cui si parlava delle virtù (alcune nascoste) delle donne straniere che sembrano in cima, per svariati motivi, alle preferenze dei maschi italiani. In realtà il programma andava chiuso in forza della sua inutilità più che per il fatto che si occupava di donne, tema abitualmente trattato in tutti i peggiori bar del Belpaese. Parlare di donne, anche in toni scherzosi, non può essere un reato.

La Repubblica tradita

Ascesa e declino di un giornale

Un velenosissimo pamphlet di Giovanni Valentini, già vicedirettore di Repubblica, sulla fusione con La Stampa, e sulla metamorfosi subita dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. "La libertà di stampa non è una merce, non si vende e non si compra", spiega. "L'operazione "Stampubblica" per la sua dimensione e la sua portata, rappresenta invece una minaccia per l'intero sistema mediatico e quindi per il futuro della nostra vita democratica". Il racconto di uno dei fondatori e il parere di chi ha lavorato con lui. Una storia che divide.