In ordine cronologico

Volevo essere Mago Zurlì

La tivù che non c'è più

Con il personaggio di Mago Zurlì, Cino Tortorella, che inventò tra l'altro lo Zecchino d'Oro, aveva colpito la fantasia dei ragazzi in un programma pomeridiano loro dedicato, che è ancora oggi un esempio di buona televisione. Il ricordo di un ragazzo degli anni cinquanta che voleva diventare Mago Zurlì e che rimase incantato da quei lustrini nei capelli. Un'abitudine che da grande prese anche lui. Mago Zurlì, scomparso nei giorni scorsi. fu marito della pianista di Paolo Poli, l'esuberante Jacqueline Perrotin.

Parliamone sabato No, non parliamone più

Il programmino della pimpante Paola Perego

Molti applausi bipartisan per la decisione della Rai di sopprimere la trasmissione in cui si parlava delle virtù (alcune nascoste) delle donne straniere che sembrano in cima, per svariati motivi, alle preferenze dei maschi italiani. In realtà il programma andava chiuso in forza della sua inutilità più che per il fatto che si occupava di donne, tema abitualmente trattato in tutti i peggiori bar del Belpaese. Parlare di donne, anche in toni scherzosi, non può essere un reato.

La Repubblica tradita

Ascesa e declino di un giornale

Un velenosissimo pamphlet di Giovanni Valentini, già vicedirettore di Repubblica, sulla fusione con La Stampa, e sulla metamorfosi subita dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. "La libertà di stampa non è una merce, non si vende e non si compra", spiega. "L'operazione "Stampubblica" per la sua dimensione e la sua portata, rappresenta invece una minaccia per l'intero sistema mediatico e quindi per il futuro della nostra vita democratica". Il racconto di uno dei fondatori e il parere di chi ha lavorato con lui. Una storia che divide.